Secondo i dati 2025/2026 la nostra regione è un forziere: la propensione al risparmio delle famiglie si attesta intorno al 10,3%, meglio solo Piemonte e Lombardia
GENOVA – Diciamolo subito a scanso di equivoci e di facili ironie: i liguri non sono tirchi, semmai sono oculati. C’è una sottile poetica differenza tra l’avarizia e l’arte sacra del "non si sa mai" che porta a riempire il materasso (o il conto corrente) con precisione chirurgica. Se il mondo vede i liguri con il braccino corto, i dati recenti della Banca d’Italia e di Unioncamere dicono tutt’altro: sono semplicemente campioni olimpici di gestione del portafoglio.
I numeri del "mugugno" (e del portafoglio)
Mentre nel resto d'Italia si discute di inflazione e del caro carburante, i liguri fanno quello che sanno fare meglio: risparmiano. Secondo i dati 2025/2026, la Liguria è ancora un vero e proprio "forziere" nazionale. La propensione al risparmio delle famiglie si attesta intorno al 10,3%, un dato che proietta direttamente sul terzo gradino del podio nazionale, a pari merito con l'Emilia-Romagna e superati solo da colossi come Piemonte e Lombardia. Parliamo di una cifra che sfiora i 4 miliardi di euro accantonati all’anno. Visto che nella regione abitano un milione e 509 mila abitanti con circa 765 mila famiglie (reddito medio pro capite di 25 mila euro all’anno), significa che ogni anno una famiglia risparmia poco più di 2 mila e 500 euro.







