Genova – Aumentano i disoccupati in Liguria e il turismo, nonostante la crescita di arrivi e presenze, perde occupati. È il quadro che emerge dai dati Istat relativi al primo trimestre 2026, elaborati da Cgil e Cisl Liguria, che fotografano un mercato del lavoro sostanzialmente fermo e attraversato da profonde contraddizioni. Secondo i dati, gli occupati in Liguria restano sostanzialmente stabili attorno alle 651 mila unità, ma cresce il numero delle persone in cerca di lavoro: i disoccupati passano infatti da 34 mila a 39 mila, con il tasso di disoccupazione salito dal 5,2 al 5,8 per cento. A preoccupare maggiormente i sindacati è soprattutto il comparto del turismo e dei servizi.Nel settore commercio, alberghi e ristorazione si registra una perdita di oltre 10 mila addetti rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Una flessione che appare in contrasto con l’andamento dei flussi turistici: nei primi tre mesi del 2026 la Liguria ha registrato un aumento del 9,7 per cento degli arrivi e del 12 per cento delle presenze.Per la Cgil il dato rappresenta un segnale molto critico. «L’elemento più preoccupante è la contrazione degli occupati nel settore turismo che, nonostante stia meglio dello scorso anno, perde occupati ed è un fenomeno che si può spiegare solo con il ricorso al lavoro nero», afferma Maurizio Calà, segretario generale Cgil Liguria. Secondo il sindacato, il calo degli addetti potrebbe essere collegato a fenomeni di evasione contributiva e fiscale e a una crescente fragilità del mercato del lavoro regionale. La Cgil ha annunciato la richiesta di un incontro con l’assessore regionale al Turismo per affrontare il problema.Anche la Cisl evidenzia la contraddizione tra crescita dei flussi turistici e riduzione dell’occupazione nel comparto. Il sindacato sottolinea in particolare il forte calo dei lavoratori dipendenti nel settore, scesi da 103 mila a 90 mila unità, mentre aumentano gli indipendenti. «Il dato che desta maggiore preoccupazione è il netto travaso negativo nel settore dei servizi», osserva il segretario generale della Cisl Liguria Luca Maestripieri. «È il sintomo visibile di due zavorre che stanno piegando il nostro turismo: una profonda crisi salariale e le storiche difficoltà infrastrutturali che la Liguria continua a pagare».Secondo la Cisl, il comparto continua a essere caratterizzato da bassi salari, precarietà e forte stagionalità, elementi che rendono sempre più difficile reperire e mantenere personale. A incidere sarebbero anche le criticità della rete infrastrutturale regionale, tra cantieri autostradali e collegamenti difficili, che penalizzano sia le imprese sia i flussi turistici fuori stagione.Nel quadro generale emerge infine una crescita dell’industria, che passa da 138 mila a 146 mila occupati. Un andamento che contribuisce a mantenere stabile il dato complessivo dell’occupazione regionale, ma che non basta a compensare le difficoltà del terziario, comparto che continua a rappresentare la quota più ampia dell’economia ligure.
Liguria, cresce il turismo ma crolla l'occupazione del settore
I dati Istat rilevano la perdita di oltre 10mila posti di lavoro nel primo trimestre 2026. Sale il tasso di disoccupazione al 5,8 per cento. I sindacati denunc…
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