Da un lato l’offerta alberghiera, che cala come numero di posti letto, si e passati dai 124 mila del 2014 ai 114 mila del 2024, ma aumenta del 35,9% i dipendenti saliti da circa 6 mila a poco più di 8 mila, dall’altro lato le altre attività ricettive, passate dai 27,5 mila posti letto a quasi 40 mila (+45%) a fronte, però, di un calo dell’occupazione del 10%. É la fotografia del turismo in Liguria, che si muove tra “Legalità e Innovazione”, titolo del convegno promosso dall’Ente Bilaterale Territoriale del Turismo di Genova e Provincia insieme a Confcommercio Genova e ai sindacati di categoria.
«Diamo gli stessi servizi, forse a un numero inferiore di persone, ma con un numero maggiore di dipendenti - spiega Alessandro Nucara, direttore generale di Federalberghi nazionale - e quindi con più qualità. Nello stesso periodo le altre forme di ricettività, soprattutto appartamenti in locazione, sono aumentate a dismisura e invece hanno diminuito il numero di occupati. Da un lato c’è chi porta buona occupazione, lavoro, reddito, e dall’altro c’è chi sfrutta la rendita, che non è un reato, ma riteniamo che le forze politiche e la popolazione debbano essere ben consapevoli della differenza che c’è fra questi due diversi modi di contribuire alle attività produttive, economiche e turistiche».









