Imprese, famiglie, lavoro. Ma come impatta la manovra 2026 sulla Liguria? Ovviamente la legge di Bilancio che in sede di confronto prima dell’approvazione sta dividendo maggioranza e opposizione, ma anche le forze sindacali, ha valenza nazionale. Eppure finisce inevitabilmente per incidere con una lunga serie di misure anche sulla Liguria, seppure non in modo specifico. Durissima è già stata sabato la reazione della Cgil alla manifestazione nazionale “Democrazia al lavoro”, a cui hanno preso parte più di mille persone dalla Liguria, che secondo le dichiarazioni del segretario Maurizio Landini potrebbe anche sfociare in uno sciopero. «Sono più di tre milioni le lavoratrici e i lavoratori che attendono il rinnovo del contratto di lavoro, più di 80 quelli scaduti sino ad oggi — spiega la Cgil Liguria — Le risorse ci sono, basta volerle destinare ai temi giusti: sanità, scuola, lotta alla precarietà, investimenti su politiche abitative e sociali, non autosufficienza, politiche industriali serie che contrastino le delocalizzazioni e guardino ad uno sviluppo sostenibile tenendo insieme i temi del lavoro, della transizione energetica, ambientale e tecnologica. Certamente il riarmo non è una priorità per le donne e gli uomini che lavorano, per i giovani che stanno cercando occupazione, per le pensionate e i pensionati che spesso sono costretti, con le loro pensioni erose dall’inflazione, a sostenere figli e nipoti. A mancare non sono le risorse, ma la volontà politica di andarle a prendere dove sono combattendo l’evasione fiscale, dicendo no a flat tax generalizzata e condoni, intervenendo sulle grandi ricchezze». Al momento fra le novità fanno discutere la riforma fiscale, con il taglio parziale dell’Irpef e il potenziamento del bonus mamme, anche questo duramente contestato. Vediamo in sintesi alcune misure.
Redditi, famiglie, imprese ed enti: la Liguria alla finestra sulla Manovra
Politica e sindacati divisi. Alla manifestazione Cgil a Roma “Democrazia al lavoro” più di mille dalla regione














