"Siamo in piazza per rimettere al centro i problemi delle persone che per vivere hanno bisogno di lavorare e che oggi sono povere pur lavorando", scandisce il leader della Cgil, la cui richiesta "è un cambiamento vero delle politiche economiche e sociali". "C'è bisogno di aumentare i salari, far pagare le tasse a chi non le paga, di una vera riforma fiscale. C'è bisogno di investire sulla sanità e la casa, e c'è bisogno di politiche industriali", sottolinea, "stiamo arretrando, il rischio è che interi settori dalla siderurgia all'auto spariscano, qui c'è bisogno di investimenti pubblici e privati molto consistenti". All'arrivo del corteo in piazza San Giovanni, sulle note di 'Bella ciao', "oltre 200mila persone", secondo il sindacato. Le bandiere rosse della confederazione, il tricolore e bandiere della Palestina e della pace. "Ci sono cose nuove che vengono dal basso e c'è chi non le vuole vedere e anzi demonizza chi viene in piazza, perché hanno paura, hanno paura della democrazia", incalza Landini, che vede "in atto una campagna contro la Cgil. Siamo descritti come quelli che vogliono far politica e non fanno più sindacato e dicono no a prescindere. Le persone che hanno parlato dimostrano cos'è la Cgil e cosa fa il sindacato". La manifestazione arriva alla vigilia del percorso parlamentare della legge di Bilancio, che per la Cgil non dà risposte.