La violenza continua a imperversare in Cisgiordania. Ieri i coloni israeliani hanno attaccato diverse città e villaggi palestinesi, incendiato due moschee, un’abitazione e diversi veicoli e imbrattato edifici con la scritta «vendetta» per l’uccisione di due israeliani in un sanguinoso scontro venerdì vicino a Nablus. L’ondata di ferocia si è intensificata nel fine settimana. Nell’incidente sono rimasti uccisi anche quattro palestinesi. Il primo ministro Benjamin Netanyahu, in vista delle elezioni di ottobre, ha ordinato una vasta operazione di sicurezza contro quello che ha definito terrorismo contro i civili israeliani, rafforzando le unità in Cisgiordania e annullando i permessi. «Le nostre direttive erano di entrare nei villaggi, perquisirli, sequestrare le armi, arrestare i ricercati. Siamo anche pronti ad agire in modo più vasto contro i covi del terrorismo». Membri del suo governo, tra cui il ministro delle finanze di estrema destra, Bezalel Smotrich, hanno chiesto l’annessione della Cisgiordania, territorio conquistato da Israele nella Guerra dei Sei Giorni del ’67.Secondo fonti palestinesi, i coloni israeliani hanno incendiato la moschea di al-Rahma nella città di Qusra, a sud di Nablus, mentre le forze israeliane hanno arrestato 80 palestinesi in blitz in tutto il territorio. Abdel Azim Wadi, capo del consiglio di Qusra, ha raccontato: «La moschea era in fase di completamento ed era pronta ad accogliere i fedeli. Era già stata arredata con divani. Le hanno dato fuoco e hanno imbrattato i muri con slogan in ebraico». Tra i graffiti c’erano messaggi come «vendetta ebraica» insieme a una Stella di David e il nome di uno degli israeliani uccisi vicino a Tell. Video verificati mostrano le fiamme che divorano il luogo di culto.I coloni hanno vandalizzato e incendiato anche parte di un’altra moschea nel villaggio di Kur, a sud di Tulkarem, dopo aver fatto irruzione nella cittadina e aver imbrattato anche lì i muri. Hanno poi aggredito operai palestinesi in una cava di pietra nella città di Kafr Malik, vicino a Ramallah. I palestinesi rivendicano la Cisgiordania come nucleo di un futuro Stato indipendente. Israele cita legami biblici e storici con la terra. Il governo di Netanyahu, che si oppone alla creazione di uno Stato palestinese, ha ampliato gli insediamenti, aprendone di nuovi a ritmo sostenuto. Sul fronte Gaza, invece, il governo di Tel Aviv ieri ha autorizzato l’ingresso nella Striscia del Board of Peace, incaricato di supervisionare l’enclave nel dopoguerra, un giorno prima della partenza di Netanyahu per Washington.
Polveriera Cisgiordania: incendiate due moschee, 80 arresti
Sugli edifici la scritta “vendetta” per i due israeliani uccisi venerdì scorso














