Continuano gli attacchi dei coloni israeliani in Cisgiordania: sono stati bruciati terreni, case e auto dei palestinesi. Alle violenze dei coloni si è affiancata una vasta operazione delle forze israeliane in diverse aree del territorio palestinese. I militari delle Idf hanno fatto irruzione in oltre 70 case e arrestato almeno 56 palestinesi. Il governatore di Nablus, Ghassan Daghlas, ha dichiarato ad al Jazeera che sei palestinesi sono stati uccisi e decine di altri feriti o arrestati negli ultimi due giorni. Daghlas ha descritto gli eventi come una “vera e propria aggressione” e ha attribuito l’escalation a quello che ha definito “un prolungato silenzio internazionale” che ha incoraggiato gli attacchi contro i palestinesi.

Così, mentre il mondo continua a rimanere in silenzio, i coloni incendiano la Cisgiordania. Territorio che l’esercito israeliano ha posto sotto assedio. Secondo quanto riporta l’agenzia palestinese Wafa, A Nablus, le forze di occupazione hanno arrestato 30 palestinesi del villaggio di Tell, a sud della città. A Ramallah, ne sono stati arrestati 4 palestinesi. A Jenin, le truppe israeliane hanno arrestato cinque persone in raid nelle loro abitazioni. A Hebron, le forze israeliane hanno condotto raid in diverse città e villaggi, arrestando otto persone. A Betlemme, i soldati israeliani hanno arrestato tre palestinesi. A Tulkarm, cinque palestinesi sono stati arrestati dalle truppe israeliane. Da Gerusalemme, la polizia israeliana ha condotto un raid militare nella città di Al-Eizariya, nel sud del Paese, arrestando un residente locale. Le forze israeliane hanno fatto irruzione anche nel campo profughi di Aqabat Jabr a sud di Gerico, nella città di Qalqilya, nel villaggio di Kobar nel distretto di Ramallah e nella città di Kafr Aqab a nord di Gerusalemme. Durante queste incursioni, i soldati hanno lanciato lacrimogeni contro le abitazioni palestinesi a Qaryut, mentre i coloni hanno attaccato le case nel villaggio di Urif, a sud di Nablus.