BELLUNO - Spopolamento e strumenti per contrastarlo, e magari provare anche a vincere la dura battaglia. L'assessorato alle Frazioni e al Sociale del Comune di Belluno si sta dando da fare sul tema. Per prima cosa ha costruito la Carta Sociale delle Alpi, un accordo di cooperazione transfrontaliera sottoscritto il 25 marzo 2025 a Belluno dai comuni di Belluno, Bolzano, Innsbruck e Trento per affrontare insieme le sfide sociali dei territori montani. E poi ha ottenuto 188mila euro per uno studio specifico, denaro destinato al Gal Prealpi e Dolomiti che si occupa del coordinamento tecnico. Per Belluno l'azione è mirata all'area della frazione alla base del Nevegàl, Tassei (comprendente Medil, Piandelmonte, Ronce, Valdart), una sorta di luogo pilota dove tradurre in azione le idee innovative: «Puntiamo all'analisi di un'area dove l'abbattimento di residenti è elevato. Fino a 30 anni fa c'era il bar, si giocava a bocce, il mulino lavorava granaglie - sono parole dell'assessore Marco Dal Pont- vi abitavano 700 persone, ora sono solo 70. Ma c'è anche chi recentemente ha scelto di vivere proprio lì e ha messo su famiglia con due bimbi piccoli».
La rete Il progetto è biennale, si chiama "Interreg Social - Alps: Attuare la carta sociale delle Alpi", con il quale i territori di Belluno, Trento, Bolzano e Innsbruck (sottoscrittori della Carta Sociale delle Alpi) studieranno ognuno un'area sociale diversa per capire come affrontare le problematiche che presenta. L'ottica è di co-progettazione futura delle buone pratiche. «Intendiamo occuparci - aggiunge Dal Pont - di temi come invecchiamento della popolazione, disabilità, spopolamento giovanile, per capire il motivo di questi trend comuni. Per questo ciascun territorio avvierà degli studi su un'area specifica: Innsbruck si concentrerà sugli anziani e l'abitabilità (soluzioni per aiutarli a vivere nelle loro case anziché ricorrere alla casa di riposo), Trento sul volontariato, Bolzano valuta il tema della migrazione lavorativa, mentre noi ci occuperemo di denatalità ed esodo dei giovani anche da un territorio, come il nostro, ricco di lavoro». Lo studio Ad accompagnare l'attività di Belluno sarà il Dipartimento di psicologia dell'Università di Padova, che studierà sia il territorio provinciale sia, nello specifico, una frazione del capoluogo: Tassei diventerà infatti il "caso di studio". È una delle aree del comune di Belluno dove c'è stato un maggiore calo di residenti e con più criticità a livello sociale. Va capito il perché e come rendere queste zone attrattive: «Solo dopo possiamo intervenire con investimenti in infrastrutture, per evitare di farli a vuoto», chiude l'assessore. Il progetto ha debuttato il 19 giugno con il convegno al Teatro Dino Buzzati: "Trasformazione sociale dei capoluoghi di provincia" che ha permesso ai quattro territori di presentare con le rispettive università i propri progetti di studio, in una giornata di condivisione. Poi ci sono due anni di tempo: a fine 2027, un ulteriore incontro farà il punto sui risultati raggiunti.







