BELLUNO - Fine pena mai. Sembra essere questa la condizione dello spopolamento del Bellunese. Un inverno demografico che non conosce cambiamento climatico né surriscaldamento terrestre. Tant'è vero che tra un quarto di secolo la popolazione totale della provincia è destinata a scendere sotto quota 180mila. Come dire che la fatidica quota di 200mila abitanti - che sembrava già piuttosto tragica nel momento in cui è stata scavallata al ribasso – non tornerà mai più.

Così dicono le previsioni di Istat, basate sulle situazioni attuali e sull'incrocio dei dati di natalità, mortalità ed emigrazione/immigrazione. Risultato? Nei prossimi 25 anni il territorio perderà altri 20mila abitanti (e il dato emerge dallo scenario mediano, quindi neanche da quello più pessimista). È come se sparisse la città di Feltre. O l'intero Agordino. Ma ovviamente lo spopolamento non funziona così: non se ne vanno le città più grandi o le vallate più ricche di servizi: spariscono le frazioni più periferiche, le borgate più in quota. E piano piano la vita si sposta a valle. O anche fuori provincia.

L'ultimo dato aggiornato della popolazione bellunese risale al 31 agosto di quest'anno. E dice: 197.177 abitanti. Meno di quanti ne erano stati censiti al 1° gennaio, quando si arrivava a 197.558. E tra qualche settimana, quando Istat certificherà il dato al 31 dicembre, saranno con ogni probabilità ancora meno. È l'effetto di una natalità sempre più bassa e di una mortalità che pur non crescendo di tanto di certo non cala (il tasso di natalità, vale a dire il rapporto tra il numero dei nati vivi nell’anno e l’ammontare medio della popolazione residente, moltiplicato per 1.000, rimane fermo a 5,4; il tasso di mortalità, rapporto tra il numero dei decessi nell’anno e l’ammontare medio della popolazione residente, moltiplicato per 1.000, è del 12,6). Nel 2030, secondo le previsioni Istat, gli abitanti del Bellunese saranno 193.043; e cinque anni dopo, nel 2035 saranno già scesi sotto la soglia dei 190mila, arrivando ad appena 189.473 (l'ultimo anno sopra i 190mila sarà appunto il 2034). Poi, andando avanti di altri cinque anni, si arriva 186.131 residenti del 2040 e addirittura ai 182.691 del 2045. Nelle proiezioni Istat l'ultimo anno sopra i 180mila sarà il 2048, poi si arriva a 179.550 nel 2049 e a 178.687 nel 2050. E per fortuna la previsione si interrompe qui, altrimenti con ogni probabilità nel giro di altri dieci anni si scenderebbe sotto i 170mila. La dinamica infatti è abbastanza inequivocabile. E Istat parla addirittura di un'accelerazione nel tasso di crescita (che in realtà è decrescita senza se e senza ma): oggi è al -3, ma crescerà fino a sfiorare il -5 a ridosso del 2050. Motivo? Il tasso di natalità aumenterà leggermente, ma crescerà soprattutto la mortalità, per effetto del grande invecchiamento della popolazione già presente oggi e destinato ad aumentare (tradotto in parole poverissime: più vecchi uguale più decessi); e poi crescerà un po' anche il tasso migratorio.