Ha rubato i dati del catasto e ha chiesto il riscatto ma, quando il governo si è rifiutato di pagare, il cybercriminale ha cancellato l'intero archivio rumeno paralizzando il mercato immobiliare
Compravendite immobiliari sospese, mutui bloccati e migliaia di notai impossibilitati ad accedere agli atti di proprietà. Un attacco informatico contro l’agenzia del catasto ha paralizzato una parte decisiva dell’economia della Romania: dopo il rifiuto del governo di pagare un riscatto, il cybercriminale avrebbe cancellato i dati sottratti e messo fuori uso i sistemi che gestiscono le informazioni catastali del Paese. Una crisi che, a pochi giorni dall’aumento dell’Iva sulle nuove abitazioni, rischia di provocare conseguenze ancora più pesanti sul mercato immobiliare.
Una nazione paralizzata
Quando l’hacker ha capito che il governo rumeno non avrebbe pagato, per ripicca ha cancellato tutti i dati che aveva rubato, tra cui: migliaia di documenti amministrativi, le credenziali di tutti i dipendenti e, soprattutto, tutti i documenti del catasto. Questo ha fermato la compravendita di case, esercizi commerciali e terreni mandando in crisi anche le banche del Paese perché si è fermata anche l’emissione dei mutui. Come spesso accade, l’hacker si è vantato delle sue prodezze su dei forum del dark web scrivendo: «Oltre ai dati dei cittadini rumeni, provenienti da vari database raccolti attraverso le reti dell’agenzia delle entrate rumena, nel pacchetto c’è anche una copia dei server contenente il codice sorgente di tutti i loro sistemi, come Eterra o RENNS, nonché una versione del mio piccolo programma ransomware». Anche i notai del Paese, che in media devono certificare circa 170.000 compravendite immobiliari all’anno, si sono dovuti fermare perché non potevano in alcun modo intervenire sugli atti di proprietà o accedere ai dati catastali. L’attacco, peraltro, potrebbe non essere avvenuto in un momento casuale: queste sono le ultime settimane in cui è ancora possibile acquistare un casa in Romania con l’IVA al 9% perché a partire dall’1° agosto, l’imposta sulle nuove costruzioni salirà al 21 per cento.











