Mentre il diesel si avvicina al record storico e il governo valuta un nuovo intervento sulle accise, arrivano i primi segnali positivi per le quotazioni del petrolio. Come segnala Staffetta Quotidiana nella sua consueta analisi giornaliera, dopo il forte rialzo registrato fino a sabato i prezzi dei carburanti stanno mostrando segnali di progressiva stabilizzazione grazie al calo delle quotazioni del greggio favorito dagli spiragli di tregua in Medio Oriente.
Gli Stati Uniti, infatti, hanno deciso di fermare gli attacchi all'Iran. Ufficialmente, Washington ha scelto di privilegiare le vie diplomatiche per risolvere il conflitto mediorientale. Tuttavia, secondo diverse ricostruzioni della stampa americana, le operazioni sarebbero state sospese a causa della crescente scarsità di munizioni e missili e del continuo calo dei consensi per l'operato dell'attuale amministrazione Trump.
In ogni caso, gli spiragli di tregua hanno già prodotto effetti immediati sul mercato petrolifero. I due indici di riferimento per le quotazioni del greggio si sono infatti allontanati dalla soglia dei 100 dollari al barile. Il WTI tratta poco sopra gli 84 dollari, mentre il Brent si attesta intorno ai 91 dollari.











