Per circa vent'anni è stato presentato ai visitatori come una straordinaria scoperta archeologica: un antico anfiteatro romano nascosto tra le colline vicentine, con una storia capace di intrecciare Giulio Cesare, Cleopatra e persino Giulietta Capuleti. In realtà era una costruzione moderna, realizzata con materiali artificiali e trasformata in un'attrazione turistica attraverso un racconto completamente inventato.
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La vicenda riguarda il cosiddetto Anfiteatro Marittimo Berico, conosciuto anche come Berico Maritime Amphitheatre, costruito ad Arcugnano, alle porte di Vicenza.
Il suo ideatore, il 69enne Franco Malosso von Rosenfranz, è stato condannato a 2 anni e 4 mesi di carcere per costruzione abusiva e contraffazione di opere d'arte.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, Malosso aveva presentato il sito come un reperto archeologico unico nel suo genere, arrivando a sostenere che fosse uno degli "anfiteatri più antichi e più grandi del mondo". Ai visitatori che partecipavano alle visite guidate chiedeva fino a 40 euro a persona.










