Risoluzione desiderata:
Teheran apre ai colloqui tramite il Pakistan, i mercati scommettono sulla tregua. Domani l'incontro chiave Trump-Netanyahu, ma resta alta la tensione in Cisgiordania
Per la terza notte di fila non ci sono stati nuovi attacchi statunitensi sull'Iran e quindi nessuna rappresaglia della Repubblica Islamica sui paesi del Golfo. Dopo quasi due settimane di ripresa della guerra, la via negoziale sembra dunque riaprirsi. Ieri Teheran ha confermato di aver sospeso le proprie azioni militari - definite di ritorsione - e tramite il Pakistan ha dato disponibilità a riprendere i colloqui.
Il nodo dello Stretto di Hormuz
Qatar e Oman, insieme al Pakistan il paese più impegnato nei negoziati, hanno avuto colloqui sulla stabilizzazione dello stretto di Hormuz, che resta la questione centrale nel contronto tra Washington e Teheran. In una dichiarazione al Wall Street Journal, Trump ha negato che la pausa negli attacchi sia dovuta al timore di esaurire la corta di missili intercettori. Secondo il sito Axios, invece, il comandante militare di più alto rango in medio oriente, l’ammiraglio Brad Cooper, ha raccomandato di interrompere i raid sullo stretto di Hormuz poiché non avrebbero più efficacia.












