Un recente approfondimento pubblicato su Nature ha fatto il punto su una domanda delicata: è possibile prevenire la demenza? La risposta più corretta è prudente. Non possiamo promettere a nessuno di evitarla, ma possiamo agire su diversi fattori che influenzano la salute cerebrale nel tempo. Negli ultimi anni la ricerca si è concentrata sugli interventi multidominio, programmi che combinano attività fisica, alimentazione, stimolazione cognitiva, socialità e controllo dei fattori cardiovascolari. L’idea è semplice: il declino cognitivo raramente dipende da una sola causa, quindi anche la prevenzione deve usare più leve insieme.

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Il cervello e il corpo

Lo studio finlandese FINGER ha mostrato che un programma strutturato basato su dieta, esercizio, training cognitivo e monitoraggio vascolare può migliorare le performance cognitive in persone anziane a rischio. Risultati incoraggianti arrivano anche dallo studio americano US POINTER, dove un intervento più guidato ha prodotto benefici maggiori rispetto a raccomandazioni meno intensive. Il messaggio è importante perché rimette il cervello dentro il corpo. Pressione alta, diabete, colesterolo, obesità, sedentarietà, fumo, depressione, isolamento sociale e perdita dell’udito non sono aspetti separati dalla salute cerebrale. Nel tempo possono ridurre la resilienza del cervello e aumentare la vulnerabilità al declino.