| 26 Giugno 2026 16:03 |
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(Adnkronos) – “Abbiamo evidenze dalla letteratura scientifica che sottolineano come ci sia un enorme contributo” nella riduzione dei casi di ictus e demenza “dai fattori di rischio modificabili. Sul tema delle demenze, il 45% dei casi potrebbe essere evitato agendo proprio sui fattori di rischio. Questo dimostra che condizioni come la demenza e l’ictus possono essere affrontate anche attraverso strategie di prevenzione, intervenendo prima dell’insorgenza della malattia o rallentandone la progressione”. Lo ha detto Guido Bellomo, ricercatore dell’Istituto superiore di sanità, oggi a Roma all’evento ‘La prevenzione della demenza e dell’ictus. Il contributo italiano alla Joint Action europea Jade Health, promosso dalla Rete Irccs delle neuroscienze e della neuroriabilitazione (Rin) in collaborazione con l’Iss.
Il progetto pilota presentato nell’ambito della Joint Action europea Jade Health, “sulla prevenzione della demenza e dell’ictus – spiega Bellomo – mira ad aumentare la consapevolezza della popolazione, ma anche degli operatori sanitari, sul tema della prevenzione e sull’importanza di agire sui fattori di rischio”. L’obiettivo è promuovere strumenti che aiutino le persone a intervenire anche attraverso l’autogestione, soprattutto per gli aspetti legati agli stili di vita.









