| 15 Luglio 2026 14:05 |
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(Adnkronos) – Una delle scoperte più importanti “è che oggi possiamo prevenire o rallentare l’Alzheimer. Attualmente siamo in grado di prevenire fino a un caso di demenza su 2: una prospettiva straordinaria, perché ci permette di intervenire direttamente sulla genesi della patologia. Sappiamo che correggere i fattori di rischio cardio e cerebrovascolari, come ipertensione, diabete e colesterolo alto, è efficace anche contro l’Alzheimer. A questi si aggiungono nuovi fattori recentemente identificati come cause di demenza, a partire dall’isolamento sociale. Anche la depressione nella persona anziana deve essere intercettata e trattata tempestivamente. Infine, i disturbi della vista e dell’udito, così comuni in età avanzata come la cataratta o l’ipoacusia, vanno curati con attenzione, proprio perché tendono a isolare la persona accelerandone il decadimento cognitivo”. Lo ha detto Vincenzo Di Lazzaro, direttore Neurologia, Policlinico universitario Campus Bio-Medico di Roma, al convegno ‘Alzheimer: bisogno sociale, responsabilità collettiva’, ospitato dalla Santa Sede, alla presenza dei membri dell’Intergruppo per le Neuroscienze e l’Alzheimer.











