Visitare musei, uscire con gli amici, fare nuove conoscenze, giocare a carte o a scacchi, fare le parole crociate: tutte normali attività che in molti svolgono per occupare il tempo libero, senza pensarci più di tanto. Queste semplici azioni però possono anche giovare sulla salute del nostro cervello: insieme ad altri fattori e buone pratiche. Fare attività fisica, leggere e studiare, tenere sotto controllo pressione sanguigna, peso e colesterolo Ldl (quello cattivo) sono infatti comportamenti che possono contribuire a ridurre potenzialmente fino al 45% il rischio di sviluppare una qualche forma di demenza. Lo hanno ricordato alcuni esperti nel webinar “Demenza: possiamo parlare di prevenzione?”, organizzato dalla Federazione Alzheimer Italia facendo il punto su fattori di rischio e stili di vita raccomandati che ognuno nel suo piccolo può svolgere per cercare di prevenire questa condizione.

I numeri della demenza

Ad oggi nel mondo sono oltre 55 milioni coloro che convivono con la demenza e le prospettive future non sono delle più rosee: entro il 2030 si stima che questo numero salirà a 78 milioni. In Italia a convivere con questa malattia sono 1.480.000 persone, e 4 milioni sono i familiari coinvolti. Tra il 50% e il 70% dei casi, riporta la Federazione Alzheimer, sono malati di Alzheimer. Ma ci sono strategie di prevenzione che possono fare la differenza, persino per gli individui geneticamente più a rischio.