Ad agosto benzina e diesel dovrebbero costare meno, le sigarette, invece, potrebbero aumentare. Anche nel weekend i tecnici di Palazzo Chigi e del Mef hanno lavorato senza sosta per trovare le coperture al nuovo intervento per calmierare i prezzi dei carburanti con il sistema delle accise mobili: come nei mesi scorsi la leva principale sarà l'extragettito Iva pagato sui rifornimenti, generato proprio grazie all'aumento delle quotazioni del petrolio.

Ma nella stessa direzione si guarda anche a una "tassa" sul fumo per recuperare il necessario per congelare una parte delle accise, se non fosse sufficiente il maggiore incasso sull'Iva . Il tutto mentre l'opposizione e un pezzo della maggioranza spinge sul governo per ottenere ulteriori provvedimenti oltre al ritorno delle cosiddette accise mobili.Con un decreto che su input di Giorgia Meloni dovrebbe vedere la luce già in settimana, l'obiettivo è riportare un litro di gasolio sotto i due euro - ieri a 2,184 euro - ed evitare che anche la benzina - sempre ieri il prezzo era di 1,981 euro - superi questa soglia. Il tempo, poi, è poco, anche perché tra pochi giorni scatterà il primo grande esodo di agosto con milioni di italiani che andranno in vacanza in auto.Lo schema Proprio per evitare una stangata agli automobilisti, il governo è pronto a un doppio intervento contro il caro carburante: sarà reintrodotto il meccanismo delle accise mobili, grazie al quale il congelamento delle imposte viene - in una sorta di scambio - autofinanziato dall'aumento dei consumi e del gettito Iva. L'idea del governo è mettere in campo, con un apposito decreto, una riduzione più consistente nella prima decina di agosto: il taglio dell'accisa sul diesel dovrebbe essere di 24,4 centesimi, quella sulla benzina di 6,1 centesimi. Superato questo periodo la riduzione - probabilmente attraverso un altro provvedimento - dovrebbe essere minore. Ma sarà comunque confermata per tutto il mese in Italia deputato per le vacanze.Fin qui lo schema, che ricorda quello del primo decreto accise voluto nei mesi scorsi dal governo, in attesa di capire se la guerra in Iran registrerà una nuova escalation, con conseguenti ripercussioni sul prezzo del greggio e il passaggio delle petroliere e gasiere dallo stretto di Hormuz. Proprio lo sgretolamento dei primi accordi di pace ha riportato il Brent quattro giorni fa a 100 dollari (per poi scendere sotto i 96) e fa viaggiare il Wti verso i 90 dollari.Fin qui le ragioni e lo schema del provvedimento. Che però va finanziato in una fase molto complicata a livello fiscale - non soltanto per l'Italia - con l'inflazione in ripresa che sta aumentando tutti i prezzi e rischia di ridurre i consumi. Dalle prime stime che circolano a Palazzo Chigi, si vorrebbe mantenere una copertura settimanale intorno ai 100 milioni.Da marzo a inizio luglio, i precedenti interventi per calmierare i prezzi con le accise mobili - valore totale 1,8 miliardi - sono stati finanziati grazie all'extragettito Iva. Per finanziare il taglio che sarà in vigore ad agosto - sia la riduzione più consistente della prima decade sia quella successiva che dovrebbe essere meno corposa - si guarda sia ai residui dell'extra gettito di giugno sia ai maggiori incassi di luglio, che qualcuno nei palazzi di governo stima intorno ai 130 milioni. Molto probabilmente questa cifra non sarà sufficiente tanto che i tecnici di Palazzo Chigi e della Ragioneria stanno ipotizzando delle coperture alternative. In questa direzione ieri è ventilata l'ipotesi di un ritocco alle accise dei tabacchi per incassare un euro in più per ogni pacchetto di sigarette. In Italia, per la cronaca, il gettito garantito soltanto da queste accise supera gli 11 miliardi all'anno.Ma al centro del dibattito politico non c'è soltanto il ritorno delle accise mobili. Il ministro delle Imprese, Adolfo Urso, ha annunciato che con maggiori risorse a disposizione, «si potrebbero prendere misure mirate, come abbiamo già fatto per l'autotrasporto con il credito d'imposta». Per esempio, un incremento della dotazione per la social card. Da Forza Italia, Luca Squeri, suggerisce «interventi destinati alle categorie più colpite dal caro benzina». Affilano le armi le opposizioni. Al Senato i capigruppo Francesco Boccia (Pd), Luca Pirondini (M5s), Peppe De Cristofaro (Avs) e Raffaella Paita (Iv) chiedono di discutere una risoluzione loro per impegnare il governo ad adottare «un provvedimento d'urgenza» per introdurre «bonus per le fasce più deboli sulla base dell'Isee», «attivare il meccanismo dell'accisa mobile» destinando i risparmi soltanto «all'autotrasporto, al trasporto pubblico locale, alla pesca, all'agricoltura e ai nuclei familiari a basso reddito, evitando l'adozione di interventi generalizzati».