Immagine generata dall'AI
A un anno dalle prime sentenze sul rapporto tra copyright e addestramento dei Large Language Model (LLM) di intelligenza artificiale, negli Stati Uniti il quadro giuridico è tutt'altro che stabilizzato. Anzi, il dibattito si è ulteriormente complicato, trasformandosi da una disputa giudiziaria sul fair use in un confronto più ampio sulla filosofia stessa della regolamentazione dell'intelligenza artificiale. La questione di fondo rimane irrisolta: è legittimo addestrare modelli di AI utilizzando opere protette dal diritto d'autore senza il consenso dei titolari dei diritti? I tribunali federali statunitensi continuano a fornire risposte contrastanti.
Nel giugno 2025 (caso Bartz v. Anthropic) il giudice federale William Alsup aveva stabilito che l'impiego di libri acquistati regolarmente e successivamente digitalizzati per l'addestramento di modelli di intelligenza artificiale può rientrare nel principio del fair use. Secondo Alsup, il processo di addestramento costituisce un utilizzo "essenzialmente trasformativo", poiché le opere non vengono riprodotte per sostituirsi al mercato editoriale, ma sono utilizzate per consentire al modello di apprendere relazioni statistiche tra parole e concetti.










