SAN GIORGIO IN BOSCO (PADOVA) - Clima sempre più acceso in vista del consiglio comunale di giovedì sera a San Giorgio in Bosco. Consiglio nel cui ordine del giorno è inserita anche la decisione finale sull’ampliamento dello stabilimento Aqua Vera. Ultimo e decisivo pronunciamento in merito al progetto di nuovi spazi produttivi dell'azienda.

I no dall'esterno Alla vigilia di questo passaggio cruciale, il sindaco di San Giorgio in Bosco, Nicola Pettenuzzo, traccia il punto della situazione, rispondendo con fermezza alle polemiche emerse nell'ultimo periodo: «ricordo che chi in queste settimane ha sollevato polemiche e contrarietà al progetto è composto da persone che, nel loro ruolo di consiglieri comunali, hanno sempre votato a favore degli atti relativi a questo percorso. In questo periodo, inoltre, queste stesse persone hanno detto "no" al loro ingresso ufficiale in consiglio comunale dopo le dimissioni di Carlo Miatello, preferendo la piazza al loro reale impegno civico e istituzionale». Il riferimento del primo cittadino Pettenuzzo è alle recenti surroghe e alle rinunce alla carica di consigliere comunale da parte dei primi dei non eletti, tra cui Sebastiano Rizzardi, Valentina Campagnaro, Giuliana Lorenzetto e Diego Montenegro, che hanno declinato l'ingresso in aula. Il sindaco e l'Amministrazione comunale invitano la cittadinanza a partecipare alla seduta di giovedì per seguire da vicino il dibattito e l'esito della votazione finale. La mobilitazione In seguito alla convocazione della seduta consiliare ed alla vicenda che si protrae da tempo, l'ex consigliere d'opposizione Rizzardi evidenzia: «il sindaco che in questi mesi ripete che 43mila metri quadrati di cemento sono “consumo di suolo zero”, oggi ci spiega che contro l’ampliamento della Vera "rimane solo qualche residuo scontento, che non ha nulla di politico". A San Giorgio in Bosco non c’è mai stata una mobilitazione così lunga e partecipata contro un progetto dell’Amministrazione. Ma evidentemente per il sindaco che scambia 43mila per zero, anche 5mila firme sono zero. Ci vediamo giovedì alle 21 in Villa Bembo al consiglio comunale decisivo - che può dire no - per fare sentire la nostra “residua” voce». Le autorizzazoni Il primo cittadino Pettenuzzo nei giorni scorsi aveva evidenziato come la Regione e numerosi altri enti coinvolti nella decisione, non abbiano mai rilevato nessuna obiezione. È stato sottolineato inoltre il fatto che si tratta di un incremento di linee produttive e non di una variazione della concessione di emungimento dalle falde, anche se non poche persone pensano che la richiesta possa giungere alla Regione una volta portato a termine ed operativo il nuovo stabilimento. La scelta di ogni consigliere comunale è assolutamente determinante. Dalla Regione Forte la mobilitazione della consigliera regionale di Avs-Reti Civiche Elena Ostanel, che sottolinea come la grande mobilitazione dei cittadini non solo di San Giorgio in Bosco, sia per mantenere l'area agricola, quindi per il no all'ampliamento. Evidenzia inoltre la duplice contrastante azione della Regione: «parla di emergenza idrica, ma continua a consumare suolo agricolo in un'area delicatissima come quella delle risorgive. È una contraddizione che non possiamo accettare. Da una parte la Giunta lancia l'allarme per la siccità e i cambiamenti climatici, dall'altra continua ad autorizzare interventi che mettono sotto pressione il territorio e una risorsa preziosa come l'acqua. La legge regionale sul consumo di suolo non funziona, bisogna eliminare le deroghe che consentono nuova cementificazione e cambiare la legge urbanistica regionale».