SAN GIORGIO IN BOSCO (PADOVA) - Lettere anonime e minacce. La contrapposizione politica sull'ampliamento dello stabilimento Aqua Vera a San Giorgio in Bosco per nuove linee produttive, non di nuovi pozzi e maggiori emungimenti d'acqua, rischia di diventare pesantissima dopo le tre missive recapitate venerdì scorso in municipio all'Ufficio protocollo. Lettere che contengono minacce e promesse di avvelenamento dei prodotti, quindi a danno dei consumatori, se verrà dato il via libera da parte del Comune, ultimo a decidere in sede di Consiglio comunale, alla nuova opera.
Una minaccia tanto potente quanto dirompente della quale sono state immediatamente avvisati carabinieri ed azienda. Non si sottovaluta assolutamente quanto avvenuto, una sorta di ultimatum che esula da ogni discussione democratica. Forte la mobilitazione per il no da parte in primis delle due civiche di minoranza, mai però si sarebbe pensato si arrivasse ad un'azione di questa portata, messa in atto da chi, al momento, è impossibile dire.
Le tre lettere, redatte a computer con un carattere tipografico non consueto, in parte sgrammaticate e recanti il timbro postale di Villa del Conte, riportano l'intestazione di un sedicente "Nuovo Comitato Veneto Autonomo Tutela Ambientale" e contengono minacce di boicottaggio ai prodotti dello stabilimento di imbottigliamento Vera, prospettando l'introduzione di sostanze tossiche qualora non venga fermato il progetto di ampliamento dell'impianto.







