Sgomento popolare e cautela istituzionale. All’indomani della comparsa di ingenti strati di schiuma bianca nel Calore, non cala l’attenzione sul caso che dalle prime ore di sabato mattina tiene banco in città. L’autorità giudiziaria ha aperto un fascicolo sull’accaduto e ha affidato all’Arpac e al Nucleo investigativo di polizia ambientale e forestale dei carabinieri gli accertamenti tecnico-scientifici del caso. Si attendono in particolare le risultanze dei test di laboratorio effettuati sui campioni di acqua con schiuma e delle carcasse dei pesci prelevati lungo il corso del fiume. Intanto dal pomeriggio di sabato, come rivelato dal “Mattino”, la Procura ha disposto il sequestro del depuratore consortile di Ponte Valentino, gestito dalla Multiservice Asi.
La posizione Proprio dal Consorzio Asi, è arrivata ieri mattina la presa di posizione del presidente Domenico Vessichelli: «Da parte nostra c’è la massima collaborazione con gli organi di controllo. La tutela dell’ambiente è una priorità assoluta. Esprimo la più ampia disponibilità dell’ente a collaborare con la magistratura, le forze dell’ordine, l’Arpac e tutte le autorità competenti, affinché siano accertati con la massima trasparenza i fatti oggetto di indagine e siano assunte le dovute determinazioni.Clemente Mastella scrive a Roberto Fico: «Intervenire sui centri di radioterapia»Il Consorzio continuerà a seguire con la massima attenzione l’evolversi della vicenda, continuando la sua funzione anche di controllo, confermando il proprio impegno a tutela dell’ambiente, della salute pubblica e delle imprese insediate nell’area industriale così come sempre fatto, non ultimo in occasione dei fatti accaduti circa due anni fa in cui prontamente furono installate centraline che verificassero la qualità dell’aria e i relativi sforamenti dei parametri». Il sospetto Da quanto si è appreso in queste ore, tra le strade battute dall’indagine ci sarebbe in particolare quella che conduce in contrada San Domenico, sede dell’impianto di biometano da tempo al centro delle contestazioni, presso il quale sono in corso da giorni le attività di rimozione di materiali organici maleodoranti tra i quali reflui che sarebbero stati conferiti presso la piattaforma specializzata Sanav, operante a Ponte Valentino. I liquidi post trattamento sarebbero stati avviati al depuratore dello stesso agglomerato industriale dal quale sarebbero poi stati erroneamente immessi nel Calore con livelli di inquinanti ancora parzialmente superiori alla norma. Ma si tratta di una ricostruzione che attende eventuali conferme da parte degli organi preposti. Qualche risposta potrebbe arrivare già oggi in occasione del vertice convocato in Prefettura con la partecipazione del sindaco di Benevento Clemente Mastella, che nelle scorse ore ha sollecitato l’appuntamento. Il dibattito «La città ha diritto a risposte immediate», incalzano i consiglieri Giovanna Megna, Raffaele De Longis, Giovanni De Lorenzo, Floriana Fioretti, Francesco Farese, Angelo Miceli, Luigi Diego Perifano e Maria Letizia Varricchio, che ieri hanno chiesto la convocazione urgente di un Consiglio comunale aperto. «Serve un confronto pubblico, trasparente e documentato - affermano - alla presenza degli enti competenti, affinché vengano chiarite le cause dei fenomeni e definite azioni concrete per il monitoraggio ambientale e la salvaguardia della salute pubblica. I cittadini hanno diritto di conoscere la verità sullo stato dell'ambiente, sulle cause dei miasmi e su quanto sta accadendo nel fiume Calore. Servono trasparenza, controlli efficaci e un'assunzione piena di responsabilità da parte di tutte le istituzioni competenti. Sono anni che la questione miasmi interessa la zona industriale, ogni estate ci ritroviamo nelle medesime condizioni, senza conoscere l’impatto sulla salute e sull’ambiente nel medio e lungo periodo. Fenomeni particolarmente allarmanti in una realtà come Benevento».







