Sono più di 120 i feriti tra polizia, carabinieri e guardia di finanza nel bilancio del giorno dopo gli assalti No Tav in Val di Susa ai cantieri della futura linea ferroviaria merci e passeggeri Torino-Lione: 58 poliziotti, 48 carabinieri, 18 finanzieri.
Si contano anche quattro mezzi danneggiati, due dei carabinieri, uno della finanza e un'auto della polizia.
Tra chi ha partecipato agli scontri sono state identificate ad oggi dalla polizia 436 persone, di cui una parte provenienti dalla Francia, dalla Germania e dal Belgio. Le loro posizioni sono ora al vaglio degli investigatori sia dal punto di vista amministrativo che penale. È stato inoltre sequestrato svariato materiale pirotecnico ed esplosivo, molotov, maschere antigas, ordigni artigianali, caschi e passamontagna.
Il questore di Torino, Massimo Gambino, parla di «un'escalation di azioni di guerra e di violenza. Vogliono far diventare la Val di Susa il laboratorio europeo della guerriglia urbana e noi non lo permetteremo - dice -. Ci sarà la massima fermezza e sono in corso le indagini per fermarli».
I DANNI – La conta di quanto è stato distrutto ai cantieri intanto è iniziata e «una prima stima dei danni solo in quello di Chiomonte è di circa 1 milione di euro. Sono ancora da valutare le tempistiche per la rimozione dei detriti e il ripristino degli spazi di lavoro e dei servizi in galleria» fa sapere Telt, la società binazionale che sta realizzando l'opera. E non è andata peggio solo perché «c'erano anche delle bombole di acetilene che sono esplose, fortunatamente dopo che tutti erano riusciti ad allontanarsi. Al momento dell'attacco erano presenti una decina di operai che sono subito stati fatti allontanare e portati in salvo».











