Dal 2030 stop alle confezioni d'acqua da sei bottiglie in plastica: cosa prevede il regolamento UE, cosa rischia di cambiare e quali imballaggi spariscono

Tre anni e mezzo è il tempo che separa l’entrata in vigore del regolamento europeo sugli imballaggi dal divieto (già scritto, per ora solo sulla carta) di vendere le bottiglie d’acqua nelle classiche confezioni da sei tenute insieme da un involucro di plastica. Tra la norma e lo scaffale del supermercato, però, si è aperto un braccio di ferro che potrebbe cambiarne l’esito. Il Regolamento (UE) 2025/40, approvato da Parlamento europeo e Consiglio il 19 dicembre 2024 e pubblicato in Gazzetta ufficiale il 22 gennaio successivo, ha riscritto da cima a fondo la disciplina degli imballaggi, sostituendo una direttiva che risaliva al 1994.

Non è un testo che resta fermo sulla carta, gli effetti si dispiegano per gradi, e il primo appuntamento rilevante è già alle porte. Dal 12 agosto 2026 scatterà l’obbligo, per ogni imballaggio immesso sul mercato, di essere realizzato con materiali riciclabili, passaggio su cui, va detto, buona parte delle aziende si era mossa con largo anticipo. Ad affiancare il regolamento è arrivata anche una comunicazione della Commissione europea, la C/2026/3084, che scioglie alcuni nodi tecnici su cosa debba intendersi per “imballaggio” ai fini della norma, un documento di orientamento pensato per accompagnare le imprese nell’applicazione delle nuove regole, non per introdurne di nuove.