Entrerà in vigore il 12 agosto il regolamento Ue sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio, che introduce obblighi per Stati e aziende di vari settori. Il regolamento introduce requisiti più severi sulla riciclabilità e sulla presenza di sostanze nocive, mentre dal primo gennaio 2030 scatta il divieto per alcuni imballaggi monouso, compresi i flaconi di shampoo, le confezioni da sei bottiglie d’acqua e quelle per frutta e verdura.
Di fatto, dal 1 gennaio 2030, saranno vietati gli imballi monouso per frutta e verdura fresca non trasformata sotto 1,5 chilogrammi o per bevande e alimenti consumati in bar e ristoranti, ma anche per porzioni individuali (ad esempio condimenti, salse, panna da caffè, zucchero), confezioni in miniatura utilizzare per i prodotti da toilette negli alberghi e la pellicola termoretraibile per le valigie negli aeroporti. Fabbricanti e importatori dovranno garantire che il peso e il volume degli imballaggi siano ridotti al minimo. Restano consentiti gli imballaggi per il take away, quelli di carta monouso nei locali con una componente in plastica inferiore al 5% del peso totale e neppure l’insalata lavata e tagliata pronta in busta, se “è dimostrato il bisogno di evitare spreco di acqua, di freschezza” o esistono “rischi microbiologici e di ossidazione”. Esentati anche gli imballaggi compostabili se raccolti e smaltiti, così come richiesto dall’Italia e quelli compositi, in plastica e carta. Il testo vieta poi l’utilizzo dei cosiddetti “inquinanti eterni“, ovvero le sostanze perfluoroalchiliche (PFAS), al di sopra di determinate soglie negli imballaggi a contatto con prodotti alimentari.










