Quella di ieri è stata una giornata che si è chiusa con oltre 100 feriti tra le forze dell’ordine, mezzi dati alle fiamme, traffico interrotto e un cantiere violato. È in questo scarto — fra dissenso dichiarato e livello reale dello scontro — che si misura la gravità di quanto avvenuto attorno ai siti della nuova linea Torino-Lione.
Secondo l’aggiornamento diffuso dall'ANSA, il totale dei feriti tra gli operatori impegnati nell’ordine pubblico ha superato il centinaio: 48 i feriti tra i Carabinieri, 18 nella Guardia di Finanza e 58 nella Polizia di Stato, mentre 450 al momento sono gli identificati per gli scontri. Sono numeri che, da soli, spostano il fatto dal terreno della tensione periodica a quello di un episodio di violenza di massa contro apparati dello Stato. Ed è un dato ancora più rilevante se confrontato con il primo bilancio della sera precedente, quando si parlava di circa 50-60 feriti: il conto, nelle ore successive, è cresciuto in modo netto, a conferma della durezza degli scontri.
Dove e come è esplosa la violenza
La dinamica ricostruita dalle fonti disponibili converge su due punti principali: San Didero e soprattutto Chiomonte. A San Didero le prime tensioni sono esplose con il lancio di oggetti e ordigni rudimentali verso gli schieramenti di sicurezza. A Chiomonte, invece, la situazione ha assunto i tratti di un attacco coordinato: gruppi di manifestanti incappucciati hanno raggiunto il cantiere anche attraverso i sentieri, hanno colpito da più lati e sono riusciti a penetrare nell’area, incendiando almeno alcuni mezzi di servizio. RaiNews riferisce di quattro camionette bruciate, due dei Carabinieri e due della Guardia di Finanza.











