Caro direttore, dopo decenni di figure da chiodi della nazionale di calcio con diversi allenatori veri Pirla almeno per i risultati. Mi chiedo se sia il caso di indicare come prossimo Pirla proprio un personaggio che al di là della sua buona attività di atleta ben poco ha fatto come allenatore. Proprio vero: da tanti Pirla passiamo ad un Pirlo. Complimenti.
Alberto da Marmorta
La risposta del direttore del Gazzettino, Roberto Papetti
Caro lettore, il gioco di parole sul nome di Pirlo è facile ed efficace. Ma ingeneroso. Sia sul suo passato che sul suo presente e futuro. Pirlo non è stato semplicemente un buon giocatore, ma un geniale inventore di calcio, con non molti pari nella storia recente del nostro calcio. Le geometrie di gioco che sapeva inventare lo rendono, calcisticamente parlando, l'esatto contrario di un pirla. È vero: le sue esperienze da allenatore non sono state coronate per ora da successi. Ma vorrei ricordare, solo per fare un esempio, che Antonio Conte esordì come tecnico con esoneri dolorosi e brutali all'Arezzo e all'Atalanta.
Poi con la Juventus divenne, il Conte celebrato e conteso a livello internazionale. E non è stato l'unico ex calciatore di successo ad avere avuto come allenatore inizi difficili e complicati. Non voglio fare paragoni né con precedenti commissari tecnici né con altri candidati alla panchina di della Nazionale: dico solo che stroncare la scelta di Pirlo come guida della Nazionale per i suoi esordi complicati come mister, è riduttivo. Spesso sono l'ambiente e il contesto (oltre che i giocatori a disposizione) che consentono ad un tecnico di esprimere le proprie qualità, senza contare che il ruolo di commissario tecnico della Nazionale è cosa ben diversa da quello di allenatore. Diamo a Pirlo il tempo e la possibilità di esprimersi. E diamo fiducia alle scelte di Maldini e Malagò.












