Alzare le barricate per difendere la scelta fatta da Maldini di affidare la Nazionale ad Andrea Pirlo oppure trovare un compromesso (e magari un altro allenatore) per evitare che il nuovo corso azzurro inizi tra feroci polemiche? Giovanni Malagò è presidente della Federcalcio da poco più di un mese, ma si trova a dover risolvere un dilemma complicatissimo. Perché il ruolo di testimonial di Pirlo da ottobre 2025 per l’agenzia russa di scommesse Fonbet - per altro collegata alle iniziative di Putin - sta infiammando l’opinione pubblica e soprattutto ha scatenato la politica, trasformando la nomina del ct in un autentico caso Nazionale.
LETTERA APERTACaro Malagò, perché Pirlo e non Baldini?
Venerdì sembrava tutto pronto dopo il no di Guardiola, con Pirlo fortemente voluto dal neo direttore tecnico Maldini e dal consigliere Leonardo per varare la rivoluzione azzurra: c’era già l’intesa per un accordo quadriennale da 1,5 milioni netti a stagione e si aspettava la risoluzione del contratto con lo United Fc di Dubai per procedere, ma ora il Maestro è sotto assedio e così la Figc riflette in silenzio su come agire.
Pirlo volto dei russi di Fonbet: lo spot che mette a rischio la nomina del ct
Domani è in programma un Consiglio federale e tra i punti all’ordine del giorno potrebbe spuntare anche la scelta del ct, visto tutto quel che sta succedendo intorno alla vicenda. Malagò ufficialmente non ha ancora avvallato o bocciato la nomina. Il presidente ha sempre ragionato sulla condivisione delle scelte e anche per questo sta usando prudenza e saggezza nel momento più delicato, anche perché un passo indietro potrebbe far scattare le immediate dimissioni di Maldini.










