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Alessandro Sala

«Servono per rigenerare il territorio, la loro scomparsa ha aperto la strada a predatori più problematici». La proposta di dem, tribù native e ambientalisti. Ma agricoltori e allevatori non ci stanno: «Abbiamo già molti problemi, non serve un animale aggressivo in più»

Contribuiscono al mantenimento degli equilibri ecologici dei boschi. Favoriscono la rigenerazione delle aree forestate, smuovendo il terreno e trasportando da una parte all'altra del territorio, attraverso le loro deiezioni, i semi ingurgitati. E per questo c'è chi propone di reintrodurli in uno Stato, quello della California, che pur avendoli nella propria bandiera in passato non si è fatto scrupoli nello sterminarli. Parliamo dei grizzly, gli enormi orsi tipici del continente americano, per i quali una senatrice del Partito Democratico chiede ora di studiare progetti di ripopolamento.

Il dibattito è solo agli inizi e sta già creando una forte polarizzazione. Da un lato ci sono le organizzazioni che rappresentano le comunità rurali, le associazioni di cacciatori e gli allevatori, che considerano assurda l'idea di reintrodurre i plantigradi della specie considerata più aggressiva in paesaggi degradati, aridi e soggetti a incendi come quelli della California. Le aree rurali, affermano, sono già sovraccaricate dai conflitti con i puma e dalla crescente popolazione di orsi neri e lupi. «Non credo proprio che la California di oggi sia pronta per un orso grizzly», ha dichiarato Heather Hadwick, membro repubblicano dell'Assemblea e membro della commissione per la fauna selvatica.