Per la prima volta dal 2015, la Florida riaprirà la caccia all’orso nero dal 6 al 28 dicembre. La decisione ha riacceso un duro conflitto tra ambientalisti, associazioni venatorie e istituzioni statali. In mezzo, una popolazione di circa 4.050 orsi neri, cresciuta dopo decenni di protezione ma oggi minacciata da urbanizzazione, incidenti stradali e politiche di gestione controverse.

Una stagione sospesa tra memoria e polemiche

Nel 2015 la Florida autorizzò la prima caccia all’orso nero dopo oltre vent’anni. La stagione avrebbe dovuto durare una settimana, ma fu fermata dopo appena due giorni: 304 orsi uccisi, contro una quota massima prevista di 320. In alcune aree, come la zona orientale del Panhandle, i cacciatori superarono il limite: 40 esemplari consentiti, 114 abbattuti.

Quasi il 60 per cento degli orsi uccisi era costituito da femmine, il 21 per cento delle quali in allattamento. E nonostante i divieti, furono abbattuti anche 13 orsi sotto i 100 libbre di peso minimo.

“È stato un caos totale”, ha dichiarato Kate MacFall, direttrice della Humane World for Animals in Florida. Dopo quell’episodio, lo Stato bloccò ogni stagione di caccia per dieci anni.