Oltre 45 mila orsi polari uccisi dal 1973 a oggi. Fino a 700 abbattuti ogni anno, soprattutto in Canada. Nella sola provincia di Nunavut, tra il 2000 e il 2023, gli orsi uccisi legalmente sono stati 9.799, di cui circa il 35% femmine. La popolazione residua, secondo le stime, conta appena 20 mila esemplari. Numeri che raccontano una pressione crescente su una specie già simbolo della crisi climatica globale.

Le cifre sono state diffuse da Eumans, il movimento paneuropeo che in occasione della Giornata internazionale dell’orso polare ha lanciato la campagna Stop hunting the polar bear, iniziativa civica che chiede all’Unione europea e ai leader globali di fermare la caccia ai trofei e garantire il massimo livello di protezione internazionale alla specie.

Chi è l’orso polare e qual è il suo stato di conservazione

L’orso polare (Ursus maritimus) è uno dei più grandi carnivori terrestri e uno dei massimi predatori dell’Artico. Vive tra i ghiacci e il mare e dipende dalla banchisa per cacciare le foche, sua principale fonte di nutrimento. Si nutre anche di altre specie come balene beluga, giovani esemplari di tricheco, piccoli mammiferi, pesci, uccelli marini e delle loro uova. Il suo destino è dunque strettamente legato alla salute dell’ecosistema artico.