La missione complicata di palazzo Chigi per frenare il boom dei prezzi di benzina e diesel in vista di agosto. Il piano in due fasi e la ricerca di risorse in bilancio, sempre con l'incognita di una possibile escalation nella guerra in Iran
L’obiettivo di Palazzo Chigi far scendere per agosto il prezzo del gasolio sotto la soglia psicologica dei 2 euro al litro e, allo stesso tempo, evitare che la benzina la superi, come già sta succedendo in alcuni casi isolati ma in aumento. Missione che non si preannuncia per niente facile, vista l’impennata di prezzi già a fine luglio dei carburanti, tanto in città quanto, manco a dirlo, in autostrada. Il tentativo del governo è previsto per la prossima settimana, senza aspettare il Consiglio dei ministri fissato per il 4 agosto, considerato ormai troppo lontano. A spingere in questa direzione è soprattutto la premier Giorgia Meloni, che secondo il Messaggero ai suoi avrebbe detto: «Non possiamo attendere oltre, il Cdm del 4 agosto è troppo in là, un’era geologica».
Cosa prevede il nuovo decreto carburanti
Il piano allo studio riportato dai quotidiani oggi in edicola si dovrebbe articolare in due passaggi. Prima un decreto ministeriale, che attinge all’extragettito Iva incassato a giugno per attivare il meccanismo dell’accisa mobile, poi un decreto legge con coperture più solide per garantire lo sconto alla pompa fino a circa il 10 agosto. Le simulazioni dei tecnici, riporta La Repubblica, puntano su un taglio di 24,4 centesimi al litro per il diesel e di circa 6 centesimi per la benzina, con una durata compresa tra 7 e 10 giorni. Una volta noti gli incassi di luglio, lo sconto potrebbe essere rinnovato con un secondo provvedimento, probabilmente interministeriale.













