Rientro dalle ferie e partenze estive degli italiani fanno i conti con un inatteso protagonista: l’aumento dei prezzi alla pompa.

Dal 3 luglio 2026, la fine del taglio alle accise ha innescato un immediato rialzo dei carburanti, riportando il gasolio oltre la soglia psicologica dei 2 euro al litro sulla rete autostradale.

Secondo gli ultimi rilevamenti del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit), sulla rete stradale ordinaria in modalità self-service la benzina si attesta in media a 1,844 euro al litro, mentre il diesel raggiunge 1,925 euro.

In autostrada, tradizionalmente più onerosa per ragioni commerciali, i prezzi salgono a 1,938 euro per la benzina e a 2,008 euro al litro per il gasolio.

Non si tratta di uno scatto dei listini industriali, quanto piuttosto dell’effetto della rimozione della protezione pubblica che aveva attenuato l’impatto delle quotazioni internazionali. Il mancato rinnovo del decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze, scaduto proprio il 3 luglio, ha infatti cancellato lo sconto di 5 centesimi al litro (circa 6,1 considerando l’IVA), con un trasferimento dell’onere fiscale sui consumatori finale definibile come un “pass-through” pressoché istantaneo.