I canali di Salvatore Verga, il giovane boss che aveva preso in mano il mandamento mafioso di Tommaso Natale San Lorenzo, erano ramificati anche in altri mandamenti. È su questo punto che battono gli investigatori che stanno cercando di ricostruire l’intero puzzle degli affari e delle filiere dei business in mano al capo della banda del kalashnikov.La droga smerciata dai colonnelli di Verga, che comandava dal carcere di Trani - come anticipato dal Giornale di Sicilia - aveva invaso anche i mandamenti di Porta Nuova e Resuttana. Le piazze di spaccio erano al Borgo Vecchio e in via Montalbo, quest’ultima gestita da Danilo D’Ignoti.E proprio sull’episodio che riguarda uno degli spacciatori fidati di Verga che gli investigatori stanno approfondendo alcune dinamiche che potrebbero riguardare anche le armi.L'articolo completo sul Giornale di Sicilia in edicola e nell'edizione digitale.
L’intreccio tra armi e droga a Palermo e le navette del piombo
Il kalashnikov che tuonò in via Don Minzoni potrebbe essere una chiave di volta per il lavoro degli investigatori. Verifiche sui racconti del pentito Alessio D’Agostino







