I kalashnikov erano stati acquistati in Puglia e sul territorio li aveva fatti arrivare proprio Salvatore Verga. Nelle pagine dell’inchiesta sulle estorsioni a tappeto nel mandamento mafioso di San Lorenzo Tommaso Natale, emerge come il terribile mitragliatore di fabbricazione sovietica fosse arrivato in città grazie alla mediazione del regista Verga. In carcere a Trani, «avrà avuto qualche contatto» diceva il pentito Alessio D’Agostino.
«Li ha fatti arrivare sempre Verga dalla Puglia…borsoni si… penso avrà stretto legame con quale personaggio che lo invoglia, i K47 sono come…7.65), come riferitogli dal medesimo Verga e da
Mineo Dionisio, il quale gli aveva anche sottolineato la notevole dimensione dell’armamento: «… Oltre a detta sua, me lo ha confermato anche il Dionisio Mineo, un giorno parlando dice: «Ha vidiri chiddu chi hanno, dice ogni cosa dice è tanta….».
Verga e i suoi vantavano un arsenale di pistole e fucili di assalto: «Erano pronti a fare la guerra con tutti».











