Un’amicizia con clan calabresi e campani e traffici di armi che portano all’Europa dell’est. I fucili d’assalto nascosti in città e a disposizione del mandamento di Tommaso Natale San Lorenzo, sarebbero il risultato di una rubrica (in tutti i sensi considerate le lunghe chiacchierate in videochiamata e gli ordini impartiti dal carcere) dei contatti che Salvatore Verga, 35 anni, giovane boss in rampa di lancio della Marinella, si è costruito dietro le sbarre.Arrestato per traffico di stupefacenti e rapine, Verga dal 2019 è detenuto in Puglia, a Trani, uno dei tre capoluoghi che compone l’acronimo della provincia di Bat: Barletta, Andria e Trani, appunto. Su quest’ultima, da anni si sarebbe allungata l’ombra delle cosche calabresi per la gestione e il traffico della droga.Contatti su contatti, che potrebbero avere aperto le porte delle rotte illecite dell’est europeo, dilaniato e attraversato dalle guerre (per l’ultima quella che ha investito l’Ucraina), che rifornisce di armi le famiglie mafiose.Kalashnikov, M16, granate e altre armi da guerra nascoste in città (le bombe a mano sono state trovate durante il blitz di tre settimane fa), potrebbero avere attraversato la rotta Adriatica...L'articolo completo sul Giornale di Sicilia in edicola e nell'edizione digitale.
Dall’Europa dell’Est allo Zen di Palermo, ecco la rotta dei kalashnikov
Salvatore Verga negli anni di carcere a Trani avrebbe stretto contatti con le cosche calabresi e campane. I fucili d’assalto sarebbero arrivati dalla rotta adriatica






