Il cerchio attorno a Tommaso Dragotto sembra essersi allargato anche a chi lavorava con la Sicily by Car. Il passaggio finora mai emerso è quello del 28 marzo: l’incendio all’autolavaggio del Q8 di via Lanza di Scalea, dove la società di autonoleggio portava abitualmente le sue vetture per la pulizia prima di consegnarle ai clienti.Una settimana prima, nella notte tra il 20 e il 21 marzo, il deposito di via San Lorenzo dell’azienda era stato crivellato da ventotto colpi di kalashnikov. Poi sono arrivate le fiamme allo showroom di Villagrazia di Carini, il 27 maggio, e il nuovo rogo l’11 giugno, ancora a San Lorenzo: in totale una trentina di mezzi bruciati e danni per oltre 600 mila euro.Quattro attentati, uno dei quali fuori dalle sedi del gruppo, che spiegano perché il presidente di una delle realtà imprenditoriali più importanti della Sicilia sia considerato nel mirino, tanto che gli è stata assegnata la scorta. Lunedì il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi sarà a Palermo, dove presiederà il comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza e troverà questo fascicolo sul tavolo.Dragotto, intanto, in una lettera aperta, ha ringraziato «le migliaia di persone» che gli hanno espresso «vicinanza, affetto e solidarietà», poi si è rivolto a chi pensa di diffondere paura «attraverso intimidazioni, minacce e comportamenti criminali». La prima risposta è a chi vorrebbe trasformare gli attentati in rassegnazione: «La paura non può e non deve prevalere». Quindi l’invito a non arrendersi: «Nessun atto delinquenziale riuscirà a piegare chi crede nel rispetto delle regole, nella libertà e nella dignità del lavoro».Quello di Dragotto non è l’unico nome di peso nell’offensiva del racket. A Sferracavallo è stato preso di mira anche Andrea Testaverde, proprietario del ristorante Al Brigantino di via Torretta...L'articolo completo sul Giornale di Sicilia in edicola e nell'edizione digitale.
L’emergenza criminale a Palermo. Un kalashnikov trasversale per due aziende nel mirino
Nelle carte degli otto fermi della Dda eseguiti da polizia e carabinieri la conferma che l’arma usata dagli uomini del racket è stata la stessa per Sicily by Car e Al Brigantino














