Al di fuori di ogni narrazione fiabesca che ben si cuce sulla figura mitologica del lupo, è importante conoscerne i comportamenti reali onde evitare falsi allarmismi ma anche vere sottovalutazioni del pericolo. Per questo, dopo il caso di Soci, abbiamo contattato il biologo esperto in materia di predatori Marco Del Frate, che ha confermato - video alla mano - la presenza di (almeno) un esemplare giovane tra le vie della frazione.

E’ possibile che sia stato "lui", a fare sparire tutti i gatti della zona? "Sì, è possibile. Alle volte accade che questi animali - così come gli altri selvatici - si specializzino in prede ’insolite’: nel parmense, per esempio, hanno imparato a riconoscere lo scampanellio dei collari e vanno a predare i cani durante le battute di caccia. In altri contesti fanno sparire i gatti randagi".

Perché accade questo? "I rifiuti organici non custoditi, ma anche le colonie feline stesse, possono essere un grande richiamo per gli animali selvatici in generale: arrivano attirati dal cibo avanzato, poi ’passano’ ai gatti e imparano che anche quelli sono una fonte alimentare. Una volta finiti tutti, dove li vanno a cercare? In paese. Ed è lì che poi anche il lupo può sviluppare l’abitudine a frequentare le zone antropizzate".