Pisa, 11 luglio 2026 – “Solo un’esatta ricostruzione dei fatti potrà chiarire se quanto avvenuto ad Arrone sia un tentativo di predazione o altro. Che si tratti di un lupo o di un cane randagio, siamo comunque di fronte a un individuo problematico sul quale è necessario intervenire in modo mirato”. E’ la posizione del professor Marco Del Frate, biologo naturalista e consulente del Parco di San Rossore per la fauna selvatica, sull’aggressione avvenuta nel ternano. In attesa che le analisi del dna chiariscano la natura dell’animale, Del Frate invita a non cedere a conclusioni affrettate e affronta i nodi sollevati dal caso: dalle possibili cause dell’attacco alle difficoltà della convivenza con la fauna selvatica. Nella speranza di evitare il proverbiale “Al lupo! Al lupo!”.

Professore, partiamo dalla domanda più complicata. E’ stato un cane o un lupo?

“Difficile a dirsi, per questo secondo me è bene aspettare a far partire ‘l’allarme lupo’. Indipendentemente dalla specie, la soluzione in questo caso è la rimozione dell’esemplare”.

Sono in corso analisi del Dna sulla maglia della bambina, possono dare la soluzione?

“Sì, è un metodo già utilizzato in passato. Se ci sono residui di saliva a sufficienza arriveranno a capire di che animale si tratta”.