Nei suoi primi quattro libri ha spaziato soprattutto tra i suoi ricordi monzesi. Edoardo ’Dino’ Redaelli, nato a Cremona nel 1948, nel 1953 si è trasferito con la sua famiglia nel capoluogo brianzolo. Nel volume ’I palaffittuari’, per esempio, aveva preso lo spunto dalle esperienze di chi viveva nel complesso Ina Case di via Rota. Redaelli, ora residente a Verano Brianza, già dirigente d’impresa e consulente nel settore della qualità e dell’organizzazione aziendale, questa volta ha puntato su Milano e ha virato sul genere giallo, per stampare infine il libro ’Se la nebbia si tinge di rosso’.
"C’è qualche ricordo personale e molta fantasia", spiega l’autore. Nel libro vengono descritte le vicende del maresciallo Ninì Attanasio e dei suoi uomini, in grado di risolvere una questione decisamente complicata. Una delle figure più rilevanti del racconto è Daniela, Dani per gli amici, al centro di una storia di violenza di genere. Dani vive una storia famigliare molto tormentata. Il padre è affetto da etilismo e ha comportamenti violenti con moglie e figlia. Una situazione che la ragazza si troverà ad affrontare anche con il fidanzato. Nel libro Redaelli si ispira alle operazioni dei poliziotti milanesi che combatterono la malavita negli anni Settanta e Ottanta. In questo contesto l’autore ricorda Gaetano Imbriano, morto nel 2024, ispettore capo che chiuse la carriera professionale al Commissariato di Monza. Imbriano fu anche insignito dell’Ambrogino d’oro.








