HomeReggio EmiliaCronacaRifiuti, cortocircuito sugli aumenti: "Cresciuti sia Tari sia i dividendi"La giunta annuncia i rincari. L’opposizione attacca:. "Con una parte dei fondi . si sarebbero potuti contenere".Ricevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciLa Tari aumenta ancora, mentre crescono i dividendi al Comune delle partecipate Iren e Agac Infrastrutture. È su questo cortocircuito che si è concentrato lo scontro politico quando il Consiglio comunale è stato chiamato prima a prendere atto del Pef (piano dei costi del servizio rifiuti) e ad approvare le tariffe 2026, poi a dare l’indirizzo per il passaggio dal 1° gennaio 2027 alla Tcp, la Tariffa corrispettiva puntuale. L’assessore al Bilancio Stefano Ferri ha ricordato che il Pef è predisposto da Atersir e che il Comune può solo ripartirne il costo. L’aumento deriverebba soprattutto dai maggiori quantitativi di rifiuti, saliti da 8.435 a 8.936 tonnellate. Per le famiglie l’incremento medio sarà del 3,75% (10-12 euro annui), per le utenze non domestiche del 2,60%; stanziati 44mila euro di agevolazioni.
Nell’assestamento di bilancio, Ferri aveva però illustrato maggiori entrate da Iren (243mila euro, contro i 220mila previsti), oltre a circa 12mila da Agac. Paolino Russo (Prc-Bene Comune), ha votato contro: "Una parte della capacità reddituale avrebbe dovuto essere usata per contenere gli aumenti tariffari". Per Russo "una società a prevalente partecipazione pubblica non può guardare solo ai dividendi mentre il costo dei servizi ricade sui cittadini". Antonio Margini (Viviamo) ha parlato di tariffe "esorbitanti" e ha contestato i costi di trattamento: 92 euro a tonnellata di Reggio, 30-50 euro in altre province del Nord. Filippo Borghi (Viviamo) ha invece sollevato dubbi sugli allegati e alcune incongruenze contabili, chiedendo come si potesse votare con documentazione incompleta. Il 2026 sarà l’ultimo anno della Tari.










