Bologna, 26 luglio 2026 – Tra battute, attacchi personali e provocazioni sul terzo mandato, Donald Trump ha trasformato la cena dei corrispondenti della Casa Bianca – che per tradizione prevederebbe un discorso autoironico e leggero del presidente – in un nuovo duello con la stampa. L’evento, ripetuto dopo che la precedente serata prevista ad aprile era stata interrotta da una sparatoria nell’edificio (e l’arresto dell’attentatore), avrebbe dovuto celebrare la libertà d’informazione. Il presidente ha invece accusato molti giornalisti di soffrire della “sindrome anti-Trump”, ironizzando sulle “notizie false” e prendendo di mira alcuni dei suoi bersagli preferiti come i predecessori-rivali Obama e Biden o star che lo hanno criticato come Jane Fonda, Bruce Springsteen e alcuni conduttori tv. Trump è rimasto seduto mentre venivano premiate testate con cui si è scontrato, tra cui New York Times, Cnn e Wall Street Journal. Proprio il Wsj ha ricevuto un riconoscimento per l’inchiesta sui rapporti tra il tycoon e Jeffrey Epstein. Il presidente ha alternato toni concilianti e insulti, assicurando di rispettare “la maggior parte” dei media e invitando gli americani a risolvere le divergenze “con un dibattito aperto, non con le pallottole”.