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Marta Serafini

Il sociologo: per il manifestanti l'ex ministro è la promessa di un futuro

DALLA NOSTRA INVIATA KIEV «Non riuscirete a ignorarci». Decimo giorno consecutivo, la protesta torna in piazza Ivan Franko. Davanti al teatro nazionale. Sotto il perimetro del potere. A poca distanza dal palazzo presidenziale ucraino, dove nell’ultima settimana Volodymyr Zelensky ha visto aprirsi forse la crisi più dura dall’inizio della guerra.

Non una folla oceanica. Ma un manipolo che si conta. Veterani, amputati, ragazzi troppo giovani per avere già quella stanchezza negli occhi. Corpi che la guerra la portano addosso. Per parlare, cartone povero, scritto a mano, appoggiato ai blocchi stradali, fatto in fretta ma necessario.