ROMA - Riferisce Filipe Ribeiro, capomissione di Medici Senza Frontiere (MSF) in Palestina: “Siamo molto in ansia per le notizie che arrivano oggi da Nablus, dove c’è stata un’irruzione delle forze israeliane nell’Ospedale Specializzato, oltre agli scontri che hanno interessato altre aree del governatorato e che hanno causato la morte di 4 palestinesi e 2 soldati israeliani”.
Episodi di violenza che non sono isolati. Si inseriscono in un contesto più ampio caratterizzato da incursioni israeliane, violenze dei coloni sostenute dallo stato, interruzione dei servizi essenziali e crescente pressione sulla popolazione civile e sul sistema sanitario. “I coloni – scrive Pietro Orteca su RemoContro, il blog aperto coordinato da Ennio Remondino – vengono utilizzati dal governo Netanyahu come ‘truppe d’assalto’, per provocare e poi abbattere la resistenza palestinese. Ci sono sempre nuovi insediamenti ad alzare la tensione: un alibi per l’annessione pre elettorale vincente?...è la perfetta applicazione di un piano strategico che, a questo punto, possiamo chiamare ‘Modello Nablus’”.
La tutela delle strutture sanitarie deve essere rispettata. “Queste – ribadisce Filipe Ribeiro – devono rimanere accessibili a chi ne ha bisogno. È inaccettabile che ospedali, ambulanze, personale e pazienti siano oggetto di atti di violenza in qualsiasi zona della Palestina”.













