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Venerdì è iniziata la 150esima edizione del Festival di Bayreuth, la rassegna musicale dedicata alla messa in scena delle tragedie di Richard Wagner che si svolge ogni anno nel Festspielhaus, il teatro d’opera della città tedesca di Bayreuth. È uno degli eventi più ambiti tra gli appassionati di opera, che ogni anno cercano di accaparrarsi con larghissimo anticipo uno tra i pochi e costosissimi posti del Festspielhaus, la cui capienza di poco meno di 2mila posti è enormemente inferiore alla domanda.

Oggi il Festspielhaus è una delle sale da concerto più leggendarie al mondo, per la sua storia ma anche per la sua particolare acustica, la migliore possibile per ascoltare le opere di Wagner, che la progettò di persona. Parteciparvi è in parte una questione di status, ma chi ci riesce lo descrive spesso anche come una specie di prova di forza scandita da stress, difficoltà logistiche e un costante disagio, anche fisico.

Bayreuth è infatti una cittadina tutto sommato piccola, con circa 75mila abitanti. Gli alberghi sono pochissimi e perlopiù fatiscenti, e per facilitare gli spostamenti ed evitare di pernottare in località vicine bisogna prenotare una stanza molti mesi prima. Una volta risolto il primo problema (trovare dove dormire), però, cominciano tutti gli altri.