Aggiungi ItaliaOggi alle tue fonti preferite su Google per non perderti i nostri contenutiNon si può abbassare la guardia. L’Unione europea non solo deve fronteggiare i nuovi dazi al 10% sulle merci importate negli Stati Uniti, ma deve anche destreggiarsi con le minacce che il rappresentante al commercio Usa, Jamieson Greer, sta facendo al Digital Market Act Ue, dopo l’ultima multa da 890 milioni di euro data dalla Commissione Ue a Google. «Un rischio reale per la continuazione della stabilità transatlantica in materia di commercio», scrive in una nota Greer. Non a caso il 21 luglio un gruppo di 25 parlamentari ha scritto al presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, chiedendogli di agire contro le regole tecnologiche europee, pensando anche all’avvio di indagini commerciali ad hoc sulla questione. L’obiettivo è il Digital markets Act che a causa della sua violazione impone sanzioni a diversi colossi a stelle e strisce. Jamieson Greer, rappresentante commercio Usa
Tornando ai dazi. Le nuove tariffe per l’Ue sono pari al 10%. Trump ha imposto tariffe tra il 10 e il 12,5% a 60 paesi, responsabili del 99,4% delle importazioni Usa, usando come base legale la Sezione 301 del Trade Act del 1974 che consente al presidente di imporre dazi sulle importazioni a tutti quei paesi che si rendono responsabili di pratiche commerciali "ingiustificabili", "irragionevoli" o "discriminatorie". Washington ha quindi motivato il provvedimento con la necessità di contrastare l'ingresso di merci realizzate con lavoro forzato, proprio mentre il dazio temporaneo al 10% scadeva (Trump aveva usato la Sezione 122 del Trade Act, dopo che la Corte Suprema gli aveva annullato i dazi globali, che si basavano su una legge sui poteri di emergenza). Accordo commerciale tra Usa e Ue. Dazi massimo al 15%, più varie esenzione per diversi beni








