Le prime risultanze degli esami medici sul corpo di Abderrahim Fakir stanno trapelando frammentarie, con particolari a volte atroci e dolorosissimi, e oggetto già di polemiche e rivendicazioni opposte.

L’inchiesta si svolgerà nelle aule dei tribunali e qualsiasi illazione in merito sarebbe prematura.

Come in tutti i casi di cronaca molto complessi e molto difficili, tuttavia, credo che l’unico lume che dovrebbe condurre la discussione fuori dall’aula dei tribunali, debba essere l’umana compassione.

Quell’etica che Kant poneva tra la ragione e la necessità di vedere l’uomo come un fine, e mai come un mezzo.

Reduce da 13 anni di volontariato sulle ambulanze, dai 18 ai 31, negli anni formativi, mi sono chiesta cosa avrei fatto fossi stata il soccorritore - che è anche capo team - con il povero, sofferente Fakir.