“Non è una storia da archiviare”, non è un’esistenza da ridurre a un semplice titolo di cronaca: Abderrahim Fakir, il 43enne morto nel quartiere Pilastro a Bologna mentre veniva immobilizzato dalla polizia, “era un uomo buono e la sua vita aveva valore“. A parlare è la nipote Yossra in un video diffuso dai legali della famiglia. La giovane rende omaggio allo zio e prende le distanze dalle polemiche politiche: “Faccio oggi questo video per farvi capire chi era mio zio e per dare voce alla persona che è stata. In questi giorni si stanno dicendo tante cose sulla sua vita privata e su quello che è successo, ma oggi non sono qui per fare polemiche, non sono qui per alimentare odio e non mi interessa la politica e non voglio soprattutto puntare il dito contro nessuno”, sottolinea.
“Abdrahim non è qualcosa che si può dimenticare domani. È una vita, è una persona, è un uomo che ha lasciato un segno profondo in chi ha avuto la fortuna di conoscerlo”, dice la nipote ripercorrendo la vita dello zio, il loro rapporto e alcuni aneddoti: “Era educato, era gentile, era umano e chi lo ha conosciuto sa che ha passato la sua vita ad aiutare il prossimo, mettendosi sempre a disposizione degli altri e veramente sempre con il cuore in mano”.










