C’è in giro una gran confusione: la differenza è che prima l’incapacità di intendere e volere del ragazzino era presunta, ora deve essere provata dall’imputato (se può permetterselo). Comunque erano casi marginali. Ma si insiste con una giustizia che butta via secoli di principi generali.

Non possono votare, non hanno piena capacità di stipulare contratti, non possono accettare eredità, donazioni e somme di denaro se non con l’autorizzazione del giudice tutelare, non possono operare su un conto corrente bancario, hanno accesso ai siti internet e ai social controllato e limitato ma per il governo i minori tra i 14 e i 18 anni possono commettere responsabilmente reati, di ogni genere.