Era scappato in Francia per poi sistemarsi a Birmingham, nel Nord dell’Inghilterra, il ventinovenne, Gurjant Singh, che nella tarda serata del 17 aprile ha sparato all’impazzata all’esterno dell’associazione culturale della locale comunità Sikh di Covo, nella Bassa Bergamasca. L’uomo di origine indiana aveva ucciso Rajinder Singh e Gurmit Singh. I due uomini di 48 anni erano originari del Punjab e da tempo vivevano in Italia. Erano stati colpiti da diversi colpi di pistola esplosi a distanza ravvicinata davanti ai cancelli del centro culturale di via Campo Rampino, dove erano in corso i preparativi per la tradizionale festa del Vaisakhi: sette colpi d’arma da fuoco, 4 dei quali alla testa, avevano raggiunto Rajinder mentre altri sei Gurmit, due dei quali al capo. Il ventinovenne arrivato in auto si era allontanato a bordo della stessa, prima di abbandonarla lungo la Sp198 del comune di Calcio. Fin dalle prime battute i carabinieri del Nucleo investigativo dei carabinieri hanno inquadrato l’agguato, che aveva visto coinvolto un terzo uomo rimasto illeso, in una faida di potere per il controllo e la gestione del centro culturale di Covo. Le tensioni, sviluppatesi in particolare tra la componente legata alle vittime e un gruppo radicato nel territorio di Antegnate, si erano progressivamente acuite in occasione del rinnovo degli organi direttivi dell’associazione, dando luogo anche a violente discussioni, minacce e reciproche denunce. Una dei due morti, Rajinder Singh, già presidente del centro culturale, aveva lasciato l’incarico alcuni mesi prima del delitto e aveva assunto un ruolo determinante nella designazione del nuovo vertice dell’associazione, osteggiato dalla contrapposta fazione. Una decisione talmente contestata da portare il ventinovenne ad organizzare un’azione di fuoco. Grazie alle informazioni raccolte e tempestivamente condivise dai dagli investigatori dell’Arma, le autorità britanniche hanno definitivamente individuato il ventinovenne a Birmingham e hanno dato esecuzione lo scorso 23 luglio al mandato di arresto, emesso dalla gip del Tribunale bergamasco su richiesta della procura. L’arrestato rimane in carcere in Inghilterra in attesa della definizione della procedura prevista per la sua consegna all’Italia. Le indagini proseguono al fine di individuare i soggetti che hanno agevolato l’indagato nella fuga dal territorio nazionale e nel successivo trasferimento nel Regno Unito. Già nell’immediatezza due conoscenti del ventinovenne si erano presentati dai carabinieri, accompagnati dai propri legali. Erano stati indagati a piede libero per il concorso nell’omicidio.